Appunti di politica territoriale PDF

Busto di Adriano, protagonista e voce narrante. Memorie di Adriano è un romanzo francese della scrittrice Appunti di politica territoriale PDF Yourcenar pubblicato per la prima volta nel 1951, premiato con il Prix des Critiques. Il libro è organizzato in sei parti, tra cui un prologo e un epilogo: prende la forma di una lunga epistola indirizzata dall’anziano e malato imperatore al giovane amico Marco Aurelio, allora diciassettenne, che poco dopo diverrà suo nipote adottivo. Il libro descrive la storia di Publio Elio Traiano Adriano, l’imperatore romano del II secolo, immedesimandosi nella figura di questo in un modo del tutto nuovo e originale: infatti immagina che Adriano scriva una lunga lettera nella quale parla della sua vita pubblica e privata.


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Il tema è il confronto fra la sociologia e la progettazione urbanistica, nello scenario della città contemporanea; i contributi affrontano più temi collegati a tale dialogo interdisciplinare e offrono spunti di riflessione sulle matrici culturali e sul significato dell’urban design. I restanti contributi analizzano specifici interventi (la riprogettazione dei cortili in un quartiere torinese), tipologie di spazi urbani (i grandi parcheggi, i centri commerciali), su particolari contesti (i quartieri centrali di Barcellona in via di gentrification) o, ancora, su possibili linee di ricerca (l’indagine sociale sulle opinioni degli architetti) che, in diversa forma, esemplificano possibili ambiti di collaborazione tra le scienze sociali e la progettazione della città.

Nel suo post scriptum all’opera l’autrice osserva che ha scelto Adriano quale soggetto per la sua storia in quanto aveva vissuto in quel momento particolarissimo dell’epoca antica in cui non si credeva più agli dèi, ma in cui il cristianesimo non si era ancora stabilmente insediato nell’animo della gente. Secondo le indicazioni fornite dall’autrice stessa, “Memorie di Adriano” fu concepito tra il 1924 e il 1929. Con l’uso della prima persona, Yourcenar intendeva “fare a meno il più possibile di qualsiasi intermediario, compresa me stessa”. La storia è raccontata in prima persona da Adriano e il 1º capitolo intitolato “Animula Vagula blandula” rappresenta l’inizio della lettera scritta per esser inviata al nipote Marco Aurelio, suo erede al trono. Gli altri capitoli formano una libera narrazione cronologica della vita dell’imperatore, che spesso interrompe il filo del discorso soffermandosi con varie intuizioni e ricordi. Giunto a 60 anni di età e trovandosi con una malattia incurabile che gli sta minando irreversibilmente il fisico, sulla soglia tra la vita e la morte l’imperatore ha l’intenzione di raccontare gli eventi più importanti che hanno costellato la sua esistenza.

Parla delle battute di caccia a cui partecipava da ragazzo e di come gli piacesse cavalcare un cavallo lanciato al galoppo, il gusto per il nuoto e l’avidità che provava nei confronti del cibo più appetitoso, e il gusto delle bevande. Adriano comincia col raccontare il rapporto affettivo intercorso col nonno, considerato un mago, e presenta il padre, Elio Adriano Afer, e la madre. La successiva guerra contro i Sarmati influenza notevolmente il suo animo, a causa delle terribili atrocità commesse e degli immani spargimenti di sangue da ambo le parti. Comincia allora a mettere tra sé e sé in discussione il valore effettivo della politica militare espansionista di Traiano. Impero, e nel contempo intraprende anche numerose riforme economiche e militari, promuovendole in un motto che recita “humanitas, libertas, felicitas”. Adriano rifiuta recisamente il titolo di “padre della patria”, riduce inoltre il numero di schiavi addetti al palazzo e aiuta finanziariamente il poeta Svetonio. Il “fanciullo”, come lo chiama Adriano, è un giovinetto tanto bello quanto timido, ma furono soprattutto i suoi ribelli capelli ricci a incantare e legare a sé il cuore dell’imperatore.

Per esaudirne il desiderio espresso in vita, Adriano fa imbalsamare il corpo del ragazzo dai sacerdoti egizi per depositarne infine i resti in una tomba sotterranea del tutto simile a quelle costruite per gli antichi faraoni, facendone riempire le pareti di geroglifici. Gerusalemme è mortificato dal fatto che i suoi buoni propositi e piani di pace siano andati totalmente a monte. Dopo la morte prematura del successore designato Lucio Elio Cesare, ha posato gli occhi sul virtuoso Antonino Pio, un uomo riflessivo e di buon cuore: adotta così il futuro Augusto ed elegge a succedergli Marco Aurelio. Riflettendo su una lettera ricevuta da Arriano l’imperatore giunge alla conclusione che tutte le opere compiute con fatica durante la sua esistenza si son rivelate del tutto inutili. Fu l’autrice stessa a proporre la traduzione a Lidia Storoni Mazzolani: “voleva che il suo scritto sembrasse tradotto dal latino, e perciò preferiva una studiosa del mondo classico anziché di letteratura francese”. Lidia Storoni Mazzolani, Torino, Einaudi, 1963.

Lidia Storoni Mazzolani, Torino, Einaudi, 1988, ISBN 88-06-60011-7. Lidia Storoni Mazzolani, Torino, Einaudi, 2005, ISBN 978-88-06-17408-8. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 10 ott 2018 alle 07:27. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Tema svolto su La politica  di skuola.