Cultura e diritti. Per una formazione giuridica (2016) vol. 1-2 PDF

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La rivista della Scuola superiore dell’avvocatura, a cadenza trimestrale, si occupa di temi che riguardano le attività di formazione iniziale e continua negli aspetti relativi alle abilità dell’avvocato, con particolare riguardo alle tecniche dell’argomentazione, dell’interpretazione, del linguaggio, della costruzione del testo, dell’analisi della giurisprudenza. Sono anche affrontati argomenti che attengono alla condizione della donna nella professione, alle prospettive dei giovani, alla mediazione e ai problemi del nostro ordinamento. È riservato un particolare rilievo all’etica professionale e ai diritti umani e fondamentali, approfondendo problemi nei quali le trasformazioni indotte dai nuovi diritti e il ruolo che spetta all’avvocato per realizzarne l’effettività si coniugano con valori etici che investono doveri e responsabilità verso la società e la comunità umana. La rivista, infine, propone un tema oggetto di costante interesse quale quello dei rapporti tra cultura, diritti, giustizia e professione.

XVI secolo dalla monarchia inglese con la volontà di operare un controllo sulle opere pubblicate nel territorio. La concessione prevedeva il diritto esclusivo di stampa, e quello di poter ricercare e confiscare le stampe ed i libri non autorizzati, finanche di bruciare quelli stampati illegalmente. Temendo una liberalizzazione della stampa e la concorrenza da parte di stampatori indipendenti ed autori, gli editori fecero valere la propria moral suasion sul Parlamento. 1836, il codice civile albertino per la Sardegna. 1840, il 22 dicembre, il decreto di Maria Luigia, per il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla. 1865, il 25 giugno, nel Regno d’Italia, con legge 2337.

Talune con ispirazioni maggiormente illuministe e democratiche rispetto a quella anglosassone, pur tuttavia con la medesima radice. Nel 1886, il 9 settembre, per coordinare i rapporti in questo campo di tutti i paesi iscritti fu costituita l’Unione internazionale di Berna, ancora oggi operante. Il primo episodio con eco internazionale, si è avuto a cavallo fra il XX e il XXI secolo con il cosiddetto caso Napster, uno dei primi sistemi di condivisione gratuita di file musicali, oggetto di enorme successo a cavallo del millennio. Il transcopyright si basa su una licenza che si differenzia dalle licenze open source in base al fatto che un contenuto redatto con il transcopyright non è concepito per essere poi ridistribuito e modificato. Questa idea, in generale, non è stata ben accolta, sia perché difficile da implementare, sia perché molti insistono che i contenuti debbano essere liberi e gratuiti, come accade, per esempio, con Wikipedia. Lo stesso argomento in dettaglio: copyleft.