Geopolitica del cibo. Una sfida alle grandi potenze PDF

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Författare: Giancarlo Elia Valori.

Un miliardo di persone che muore di fame contro un miliardo di obesi. La guerra per il cibo è fatta di numeri vertiginosi. Come se non bastasse, la speculazione della finanza si è buttata sui titoli agroalimentari e, insieme all’attuale modello agricolo, è responsabile di una bolla dei prezzi che ha fatto impazzire l’intero sistema economico di riferimento dei mercati locali contro quelli globali. La produzione e la distribuzione del cibo è dominata da poche multinazionali che impongono i loro prezzi e i loro prodotti sfruttando la connivenza dei governi per stabilire la loro egemonia nelle aree geografiche in crescita e le tecniche della pubblicità per conquistare le masse degli ex poveri ai gusti e alle abitudini alimentari occidentali. E nel 2050 la popolazione mondiale aumenterà di più di un terzo: supereremo i 9 miliardi, dicono le statistiche. Come sfameremo tanta gente? Giancarlo Elia Valori analizza in questo libro gli effetti economici, sociali e ambientali necessari per avviare una rivoluzionaria alimentazione sostenibile. Si tratta in primo luogo di contenere i costi “neri” nei Paesi terzi e ridurre i costi indiretti sui prodotti nei Paesi del Primo mondo. Solo attraverso un cambiamento radicale dei modelli di produzione sarà possibile impostare una nuova logica produttiva efficiente per l’intero Pianeta.

Negati i visti necessari al pellegrinaggio. Sospetto accordo con Israele per spingere Giordania e Libano a naturalizzare i rifugiati. Può essere la soluzione della questione palestinese. Ma anche la scintilla di un colossale incendio capace di risvegliare la rivolta a Gaza e in Cisgiordania per poi arroventare Beirut e Amman. Certo è che da qualche mese, stando al sito «Middle East Eye», i palestinesi di Gerusalemme Est, come quelli residenti in Libano e Giordania, si vedono rifiutare i visti per l’Arabia Saudita indispensabili per il pellegrinaggio alla Mecca. Per il presidente americano, azzoppato dalle elezioni di medio termine, la conclusione di un accordo di pace miraggio di tanti suoi predecessori, rappresenterebbe la svolta per una nuova candidatura alla Casa Bianca e per un posto nella storia.

Ma a dividere sogni e progetti dalla cruda realtà c’è un oceano tempestoso disseminato di scogli insidiosi. TEL AVIV – Viste dal trentesimo piano le case costruite dai templari tedeschi nel 1871 sembrano ancor più fuori tempo massimo, pressate dai grattacieli della Tel Aviv che vuole crescere verso l’alto. Le fattorie di quei pionieri sono state trasformate nei caffè dove si ritrovano i giovani imprenditori israeliani che vogliono crescere più veloce degli altri. La mobilità del futuro come la vede anche Paolo Scudieri che ieri ha firmato un accordo con l’Autorità per l’innovazione tecnologica israeliana proprio per attingere alle idee generate nel Paese con il più alto numero di startup procapite al mondo.