Il cielo sulla terra PDF

Questa voce o sezione sull’argomento film fantastici non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Ma che succede se il cielo sulla terra PDF tempo stesso è una malattia?


Författare: Riccardo Betti.

Basta avere un po’ di tempo ed iniziare a leggere per essere travolti da fatti, pensieri ed emozioni che tracciano il profilo di una vita insolita, quella di chi è accompagnato dalla nascita da una grave quanto rara malattia: l’emofilia. Sofferenza, paura, rabbia, argomenti scomodi e difficili trattati con tinte vivaci, con graffiante ironia e con inspiegabile serenità. Dal dolore e dalle difficoltà dirompono gioia, passione, allegria ed un gusto sfrenato per il vivere”.

Le poesie di Rainer Maria Rilke hanno parzialmente ispirato il film: Wenders ha dichiarato che gli angeli vivono nelle poesie di Rilke. Presentato in concorso al 40º Festival di Cannes, ha vinto il premio per la migliore regia. Berlinale, il Festival Internazionale del cinema di Berlino, è stata presentata, all’interno della sezione Berlinale Classic, una nuova versione 4K DCP del film, curata dallo stesso regista e ripristinata digitalmente. Due angeli chiamati Damiel e Cassiel vagano nella città come entità: sono invisibili e impercettibili dalla popolazione e in questa condizione osservano i berlinesi e ascoltano i pensieri dei passanti, tra i quali una donna incinta, un pittore, un uomo che pensa alla sua ex ragazza. Tra i molti berlinesi che incontrano nel loro girovagare c’è un uomo anziano di nome Homer che come il poeta greco Omero sogna un’epica della pace. Nonostante ciò Damiel, percorrendo la città, finisce per arrivare in un circo dove vede Marion, una trapezista bella e brava che si sente molto sola, e finisce per innamorarsene.

The City Solution, e percorre sola la città. Damiel dopo un breve incontro con Falk decide di diventare umano e abbandona la sua esistenza spirituale. La prima cosa che Damiel sperimenta sono il sangue e il dolore: durante la caduta dall’immortalità si era ferito alla testa. Damiel per la prima volta vede i colori: l’esperienza da angelo nel film è rappresentata in bianco e nero, e le uniche note di colore fino a quel momento vengono utilizzate dal regista proprio per rappresentare l’allontanamento di Damiel dalla scena. La presenza di questi angeli che osservano la realtà degli uomini, potrebbe aver tratto parziale ispirazione, dal testo teatrale “Sangue sul collo del gatto” di R. Fassbinder, nel quale una decina di personaggi raccontano la propria vita in presenza di un’aliena, Phoebe Zeitgeist, giunta sulla Terra per farsi un’idea della democrazia tra gli uomini.

Alla fine Damiel incontra Marion durante un concerto di Nick Cave e lei gli parla come si conoscessero da sempre. Il film si conclude con Marion che esegue il suo numero, volteggia come un angelo con Damiel che la assiste. Il film venne progettato da Wenders dopo il suo ritorno in Germania. Il regista aveva trascorso otto anni negli Stati Uniti dove aveva girato quattro film in inglese. Decise di realizzare un lungometraggio veloce e spontaneo, nella sua lingua nativa, che lo riavvicinasse alla sua essenza di tedesco e alla sua infanzia: decise perciò di ambientarlo a Berlino.

Tornato a Berlino Wenders vagò inizialmente per la città annotando sul suo taccuino ciò che vedeva e lo colpiva, cercando ispirazione dalla città: nelle sue passeggiate notò che erano presenti molte raffigurazioni di angeli. Discusse dell’idea con Peter Handke, il quale la considerò interessante ma si rifiutò di aiutarlo a scrivere per esteso la sceneggiatura. Infatti lo scrittore aveva appena finito di scrivere un libro e si sentiva esaurito, non in grado di affrontare un lavoro così impegnativo. Il regista decise di girare il film utilizzando alcune zone di Berlino a lui care. In particolare la Biblioteca di Stato era una location che riteneva molto importante, ma la direzione non aveva concesso il permesso di effettuare le riprese, dato che la biblioteca non era mai chiusa al pubblico. Con perseveranza e con l’aiuto del sindaco della città riuscì a ottenere il permesso di utilizzare la biblioteca per le riprese la domenica mattina.

Wenders considerava i dialoghi di Handke come delle isole sicure, che doveva raggiungere con i dialoghi e le scene che improvvisando si venivano a formare. Wenders voleva un personaggio pubblico molto famoso e inizialmente aveva contattato Willy Brandt. L’ex-cancelliere rifiutò decisamente la possibilità di recitare in un film e quindi Wenders iniziò a cercare un attore molto famoso disposto a girare una parte secondaria nel film, e dopo alcuni colloqui Falk acconsentì. Le parti girate da Falk e da Curt Bois all’inizio non erano previste nel film. Quando Peter Falk arrivò in Germania non riuscì a incontrare subito Wenders, ma dovette preoccuparsi di scegliere il vestito adeguato alla situazione, senza aver parlato con il regista e senza avere un copione come guida. Questo rese la scelta del vestito e del cappello molto difficile.

Infine Wenders incontrò Falk e l’attore mostrò al regista il vestito e i vari cappelli che aveva provato e le sensazioni che gli davano, ogni cappello con il suo problema. Per la parte di Curt Bois, che interpreta il ruolo di un anziano di nome Omero, inizialmente Wenders aveva pensato a un angelo anziano che viveva nella biblioteca. Però Handke non sapeva come sfruttare l’idea. Handke preferì realizzare dei monologhi per un uomo anziano che aveva vissuto nella Berlino degli anni 20, nell’epoca del Nazismo, attraverso la seconda Guerra Mondiale con i suoi bombardamenti, l’occupazione alleata e il muro di Berlino. Le scene più costose furono quelle realizzate vicino al muro e nella terra di nessuno tra Berlino est e Berlino ovest.