Il dono delle furie PDF

Il berretto a sonagli è una commedia in due atti dello scrittore e autore teatrale italiano Luigi Pirandello. La storia si svolge in una cittadina siciliana dell’interno, nel tempo presente. I conflitti erano dovuti alle diverse aspettative: la commedia doveva, secondo Pirandello, il dono delle furie PDF sui paradossi del personaggio e dell’esistenza, mentre Musco voleva, da attore abituato a rappresentazioni brillanti, sottolinearne l’aspetto comico.


Författare: Elizabeth Miles.

Tre ragazze bellissime, tre ragazze dal sorriso indecifrabile e dallo sguardo ipnotico cui è impossibile resistere: in un piccolo paese come Ascension, non sorprende che la notizia del loro arrivo sia sulla bocca di tutti. Soprattutto per il mistero che le circonda: nessuno le ha mai viste prima, nessuno sa dove vivano. E nessuno immagina che quelle tre splendide fanciulle, invece, conoscono i segreti di ogni abitante della città. Come il vero volto di Chase Singer, l’astro nascente della squadra di football: dietro la maschera da bravo ragazzo, infatti, si nasconde una persona che, per raggiungere il successo, non ha esitato a calpestare i sentimenti della ragazza che amava, distruggendole l’esistenza. E come la relazione che, da qualche tempo, Emily ha col fidanzato della sua migliore amica, una relazione che nessuno avrebbe mai dovuto scoprire. Ecco perché Chase riceve in regalo un’orchidea rossa ed Emily ne trova una identica sul sedile dell’auto. È un avvertimento. È il dono che segna il destino di chi deve pagare per le proprie colpe. È il dono delle Furie…

Avvenne così che avendo il ruolo di capocomico Musco riuscì a portare in scena una versione accorciata di parecchio. A detta della maggior parte degli studiosi, i tagli operati da Musco alla versione siciliana sarebbero la causa di un fatto abbastanza curioso: la versione italiana, preparata alcuni anni più tardi da Pirandello, corrisponde all’incirca alla versione ridotta, messa in scena dalla compagnia di Musco. La versione abbreviata non s’incentra più su quello che è il personaggio principale della commedia in siciliano, cioè Beatrice, ma tende invece a mettere in risalto Ciampa, cioè il suo antagonista. Comunque, nell’estate del 1918 Pirandello terminò la versione in italiano che fu rappresentata il 15 dicembre 1923 al teatro Morgana di Roma dalla compagnia di Gastone Monaldi. Gli effetti comici della versione in siciliano erano andati in buona parte perduti.

A causa del notevole ritardo della prima rappresentazione, il pezzo riscosse tiepidi consensi. Beatrice Fiorica: propensa agli sbalzi di umore, la signora Fiorica è fuori di sé a causa del tradimento del marito, il quale approfitta della sua altissima posizione sociale tradendola con la moglie del suo segretario, il signor Ciampa. La Saracena: secondo la gente del luogo, è una donna insieme alla quale in questa città è meglio non farsi vedere. Beatrice di vendicarsi denunciando il tradimento. Invita Beatrice alla calma ed alla diplomazia. Fifì Labella: avendo contratto debiti al gioco, cerca l’appoggio della sorella Beatrice, benché sia in genere disposto a comportarsi come meglio dettano le opportunità. Pur essendo di famiglia benestante, non ha diretto accesso ai beni della famiglia Labella.

Ciampa: nel ruolo di becco, di uomo tradito, ha il dovere di evitare gli scandali e tenere pulito il nome della sua famiglia. In caso contrario, sarà costretto ad uccidere la moglie per salvare la faccia e l’onore. Nina: moglie di Ciampa, pare abbia mostrato con spudoratezza i gioielli ricevuti in dono dal cavaliere, fino al giorno in cui viene vista in paese dalla Saracena, che riferirà il tutto a Beatrice. Assunta: vedova Labella, dunque madre di Beatrice. Delegato Spanò: tipico vicecommissario di provincia: è soggetto agli ordini del Cavaliere ed ha in un certo senso anche il ruolo di avvocato di famiglia.

Incapace di decidere e di volere, rappresenta in qualche modo la visione, alquanto negativa, che Pirandello aveva dello stato. Spanò per sporgere denuncia per adulterio nei confronti del marito. Nulla può la vecchia donna di servizio Fana, che con tutte le sue forze aveva cercato di convincere Beatrice a desistere. Il delegato Spanò, chiamato a casa di Beatrice, cerca di sottrarsi dall’ingrato compito di accettare la denuncia per poi dover indagare il Cavaliere e coglierlo in flagrante. Messo alle strette, deve alla fine cedere alle insistenze di Beatrice. Il primo atto si chiude con una visita di Ciampa a casa di Beatrice.

Cerca di convincerla a considerare i gravi problemi che comporterebbe una denuncia. Deve sapere che abbiamo tutti come tre corde d’orologio in testa. Con la mano destra chiusa come se tenesse tra l’indice e il pollice una chiavetta, fa l’atto di dare una mandata prima sulla tempia destra, poi in mezzo alla fronte, poi sulla tempia sinistra. La seria, la civile, la pazza. Ci mangeremmo tutti, signora mia, l’un l’altro, come tanti cani arrabbiati.

Oh quanto m’è grato vedervi, caro il mio signor Fifì! Il secondo atto si apre in un contesto completamente diverso: dopo che la perquisizione nell’ufficio del Cavaliere ha portato all’arresto di quest’ultimo e di Nina. Cavaliere sarebbe montato su tutte le furie oltraggiando le forze dell’ordine. Però lo scandalo è ormai nato ed è assai difficile che la gente del posto, ormai al corrente dell’arresto, possa credere veramente alla versione di Spanò.

Ciampa riesce a capovolgere la situazione in suo favore proponendo di avvalorare la tesi del delegato con uno stratagemma: bisognerà far credere a tutti che Beatrice sia pazza e che il tradimento del Cavaliere sia stato una sua montatura. L’idea di Ciampa piace a tutti tranne naturalmente a Beatrice. E lo sappiamo tutti qua, che Lei è pazza. E ora deve saperlo tutto il paese. Non ci vuole niente, sa, signora mia, non s’allarmi!

Niente ci vuole a far la pazza, creda a me! Basta che Lei si metta a gridare in faccia a tutti la verità. Nessuno ci crede, e tutti la prendono per pazza! Diversi personaggi di questa commedia si trovano in una situazione di dilemma, di tipiche situazioni paradossali in cui l’individuo resta quasi senza via di uscita. Beatrice che le ha imposto il silenzio. Il delegato Spanò dovrebbe accettare la denuncia, ma sa che, adempiendo al suo dovere di funzionario, si metterebbe contro il cavaliere che è in pratica il suo padrone.