Il sole a Lugano. Come e perché aprire un conto in Svizzera PDF

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Författare: Roberto Colantonio.

In una Europa in bilico tra spinte di rigore fiscale e il timore di una moneta europea a due velocità, si prospetta una svalutazione dell’euro con perdita del potere d’acquisto nel breve-medio periodo. L’erba del giardino del nostro vicino, ad una sola ora di treno da Milano, non è mai stata tanto verde. E allo stesso tempo non più così esclusiva. Il franco svizzero come valuta rifugio è, oggi, una soluzione alla portata del piccolo risparmiatore italiano. In via del tutto legale, fuori da logiche di evasione fiscale e a costi contenuti.

Le informazioni hanno solo un fine illustrativo. Wikipedia può contenere materiale discutibile: leggi le avvertenze. La responsabilità dell’esecuzione fu poi rivendicata dallo stesso Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia con il Comunicato del 29 aprile 1945. 25 aprile 1945: Mussolini abbandona la prefettura di Milano A sinistra il tenente Fritz Birzer, capo scorta delle SS. Questa è l’ultima foto che ritrae Mussolini vivo.

Il 20 aprile, nei locali della prefettura ove era ormai rinchiuso, concesse un incontro al giornalista Gian Gaetano Cabella, direttore del giornale Popolo di Alessandria, e alla richiesta del giornalista di potergli rivolgere qualche domanda lo sorprese rispondendo: “Intervista o testamento? Sempre il 22 aprile, nel cortile della prefettura pronunciò l’ultimo discorso a un centinaio di ufficiali della Guardia Repubblicana, concludendo: “Se la Patria è perduta è inutile vivere”. In serata, verso le ore 20, mentre i capi della resistenza, dopo aver atteso invano una risposta, davano l’ordine dell’insurrezione generale, Mussolini, salutati gli ultimi fedeli, lasciò Milano e partì in direzione di Como. Assieme ai fascisti si trovava il tenente Birzer con i suoi uomini, incaricato da Hitler di scortare Mussolini ovunque andasse. Gli eventi del ’45 corsero in parallelo alle vicende dell’archivio personale del Duce. Un regio decreto prescriveva di conservare tutte le carte del Capo del Governo in carica.

Mussolini era un uomo molto preciso e scrupoloso, che annotava tutto. Nel febbraio del 1944, l’archivio fu ritrovato nella stazione ferroviaria di Milano abbandonato in molte casse del deposito bagagli. Dopo il recupero, Mussolini decise che le casse fossero inviate a Gargnano, dove risiedeva. All’arrivo degli americani, le carte furono sequestrate. Quando l’archivio fu restituito al governo italiano, mancavano tutte le carte relative agli alti ufficiali delle Forze Armate. Como rappresentava per Mussolini una meta che offriva diverse possibilità: anzitutto, la città lariana e la sponda occidentale del suo lago erano considerate una zona marginale relativamente protetta e con una limitata presenza partigiana.

Infine, la vicinanza con la Svizzera poteva offrire un’estrema possibile via di fuga, anche se Mussolini aveva in precedenza rifiutato sempre questa possibilità: peraltro le autorità svizzere, fin dall’estate 1944, avevano rifiutato la richiesta d’ingresso nel loro paese ai gerarchi fascisti e ai loro familiari. Durante il viaggio, il furgone di coda del convoglio, che trasportava valori e documenti riservatissimi e di particolare importanza politica e militare, andò in panne nei pressi di Garbagnate. L’equipaggio, tra cui Maria Righini cameriera personale di Mussolini, raggiunse Como con mezzi di fortuna. 30 il capo del fascismo raggiunse la prefettura di Como.