Il tracollo dell’urbanistica italiana PDF

Coinvolto in seguito nelle inchieste di Mani pulite condotte dai giudici di Milano, subì due condanne definitive il tracollo dell’urbanistica italiana PDF corruzione e finanziamento illecito al Partito Socialista Italiano, e morì mentre erano in corso altri quattro processi contro di lui. Egli respinse fino all’ultimo l’accusa di corruzione, mentre ammise di essere a conoscenza del fatto che il PSI aveva accettato finanziamenti illeciti, lamentando che “per decenni” tutti i partiti si erano finanziati illegalmente senza mai essere “oggetto di denunce”, con atteggiamenti di “complicità”. Il governo e il partito di Craxi vennero sostenuti anche da Silvio Berlusconi, con il quale il leader socialista aveva instaurato un rapporto personale.


Författare: Leonardo Benevolo.

Ancor oggi, a diversi anni dalla morte, la sua memoria suscita sentimenti controversi. Dopo la Liberazione, il padre assunse la carica di viceprefetto a Milano e, successivamente, quella di prefetto a Como, dove si trasferì con la famiglia nel 1945. Teneva i primi discorsi in pubblico, organizzava conferenze, dibattiti, proiezioni cinematografiche e, nel 1956, entrò a far parte del Comitato provinciale del PSI milanese, diventando anche vicepresidente nazionale dell’Unuri e dirigente della Federazione giovanile socialista. In seguito all’invasione sovietica dell’Ungheria, Craxi, coadiuvato da un gruppo di fedelissimi, s’impegnò per il distacco del PSI dalla politica filo-sovietica, finendo però in minoranza: la sua proposta di uscita del Movimento giovanile socialista dall’Organizzazione internazionale della gioventù democratica venne respinta. Consiglio nazionale, ma comunisti e socialisti massimalisti lo misero in minoranza, sia nell’Ugi, quanto nell’Unuri. 1960, fu eletto consigliere comunale a Milano, con più di 1. Nel 1961, fu escluso dal Comitato Centrale del PSI da Francesco De Martino e, nel 1963, assunse la guida della segreteria provinciale milanese del partito e, nel 1965, divenne membro della Direzione nazionale.

Nel 1966, con l’unificazione PSI-PSDI, diventò segretario provinciale del PSU milanese, affiancato dai socialdemocratici Enrico Rizzi e Renzo Peruzzotti. Nel 1968, venne eletto per la prima volta deputato al Parlamento con 23. All’interno del partito fu un convinto sostenitore della linea politica di Nenni e del centro-sinistra “organico”, che in quegli anni governava l’Italia. Nel 1972, con l’elezione di De Martino a segretario nazionale del Partito Socialista durante il Congresso di Genova, Craxi, assieme a Giovanni Mosca, venne confermato nel ruolo di vicesegretario, ricevendo l’incarico di curare i rapporti internazionali del partito. Alla ricerca di una nuova identità che rilanciasse il partito, il 16 luglio il Comitato centrale del PSI si riunì in via straordinaria presso l’Hotel Midas di Roma, eleggendo quale nuovo segretario Bettino Craxi, da pochi giorni capogruppo alla Camera. Craxi mostrò immediatamente le sue doti politiche, palesando di essere tutt’altro che un semplice “segretario di transizione”.

Nominò suoi collaboratori personalità nuove, alcune molto giovani, tanto da dare inizio a quella che sarà chiamata la “rivoluzione dei quarantenni”. Craxi si oppose tenacemente alla politica del compromesso storico varata da Berlinguer, tendente ad una sorta d’alleanza tra PCI e DC, che, fatalmente, avrebbe reso i socialisti politicamente irrilevanti. Perciò, delineò per il futuro una linea dell’alternanza fra la DC e la sinistra, che, stante il grave ritardo nell’evoluzione democratica del PCI, ancora strettamente legato all’URSS, doveva essere guidata dal suo partito. Anche il PSI però, per acquisire credibilità a livello internazionale e candidarsi alla guida della sinistra italiana, al pari con i grandi partiti socialisti e socialdemocratici europei, doveva liberarsi delle concezioni vetero-marxiste, ormai non più al passo di una realtà sociale ed economica del tutto diversa da quella ottocentesca e della prima metà del XX secolo. La profonda diversità dei socialismi apparve con maggiore chiarezza quando i bolscevichi si impossessarono del potere in Russia. Si contrapposero e si scontrarono due concezioni opposte. Infatti c’era chi aspirava a riunificare il corpo sociale attraverso l’azione dominante dello Stato e c’era chi auspicava il potenziamento e lo sviluppo del pluralismo sociale e delle libertà individuali La meta finale è la società senza Stato, ma per giungervi occorre statizzare ogni cosa.

Il rapimento del Presidente della DC Aldo Moro nell’edizione straordinaria del quotidiano la Repubblica del 16 marzo 1978. I garofani rossi nel manifesto di Gabriele Galantara pro abbonamento all’Avanti! Nell’ambito delle trattative per la formazione del nuovo governo, il leader del PSI ricevette dal Presidente della Repubblica Pertini un mandato esplorativo, ma fu ostacolato dal PCI e dalla DC. Craxi fu incalzato dai suoi stessi compagni di partito e riuscì a salvare la segreteria per pochi voti.