Il vino “naturale”. I numeri, gli intenti e altri racconti PDF

Please forward this error screen to il vino “naturale”. I numeri, gli intenti e altri racconti PDF. La città di Vicenza possiede una storia di oltre 2000 anni.


Författare: Servabo laico di parte.

Chi sono, quanti sono, dove operano i produttori di vino “naturale” italiani? Qual è il loro rapporto con la certificazione biologica e biodinamica? Come si pongono nei confronti di fiere e associazioni di settore? Il volume ospita il primo censimento del vino “naturale” in Italia: un’analisi attraverso i dati oggettivi, gli elementi quantitativi in grado di misurare una realtà finora indistinta. I risultati della ricerca sono accompagnati da un attento studio degli intenti delle organizzazioni che a vario titolo custodiscono le chiavi comunicative del fenomeno, delle normative europee che regolano il mondo del biologico e delle relazioni tra sfera istituzionale e consumo. Sono, infine, le voci di alcuni viticoltori, tecnici, ristoratori e giornalisti-degustatori a raccontare come le loro professioni si siano misurate con l’incessante crescita di attenzione nei confronti di questo diverso approccio produttivo.

La documentazione scritta in nostro possesso – riguardante la città di Vicenza – relativa all’epoca antica e al primo millennio, è praticamente nulla. Il secondo millennio, invece, offre abbondanza di documenti e di strutture monumentali, da cui si evince la vita di una città, salvo brevissimi periodi sempre soggetta a poteri esterni ma ricca di storia, di arte, di cultura e di personaggi illustri. Durante il Basso medioevo cominciano anche i racconti dei cronisti, il primo dei quali è Gerardo Maurisio che descrisse in modo particolareggiato i fatti capitati a Vicenza tra il 1183 e il 1237. Con il XVI secolo cominciarono i tentativi di dare una storia a Vicenza. Con il grande risveglio degli studi storici del Settecento Vicenza ebbe la notevole opera in 13 volumi di Fortunato Vigna, che per scriverla aveva attinto a migliaia di documenti tratti dagli archivi civili ed ecclesiastici. Sembra probabile che il primo insediamento sul piccolo gruppo di alture – formato da detriti e sedimenti alluvionali che emergeva dalla pianura acquitrinosa alla confluenza dei fiumi Astico e Retrone – sia originato già nel VI secolo a.

Quasi nulla si conosce di fatti o vicende politiche che abbiano interessato la città in epoca preromana o anche romana, se non che l’insediamento ci fu e si sviluppò, lasciando un evidente impianto urbanistico. Quando i Romani si affacciarono sulle pianure padana e veneta – che chiamarono Gallia cisalpina – i Veneti ne divennero alleati fedeli, combattendo insieme con loro contro i Galli, che sconfissero nel 222 a. L’influenza e l’autorità di Roma si fece comunque sentire nella pianura veneta almeno dalla metà del II secolo a. Lastricato in basoli poligonali di trachite, con tracce del transito di carri. Vicenza parteggiò per Cesare e, in premio, tra il 49 e il 42 a. Queste furono erette, come avvenne per altre città consimili, per delimitare lo spazio urbano da quello rurale e conferire prestigio al nuovo status di città romana, in un tempo in cui tutta la regione era pacificata e apparentemente non erano necessarie: dalla vittoria contro i Cimbri del II secolo a. L’impianto urbanistico delle città romane si basava su un fascio di strade parallele con orientamento est-ovest, i decumani, che si intersecavano in senso ortogonale con un fascio di altre, i cardines, ad orientamento nord-sud.