ItaliAmerica. Il mondo dei media PDF

Questa voce o italiAmerica. Il mondo dei media PDF sugli argomenti produttori discografici e imprenditori svizzeri non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Walter Guertler è stato uno dei più celebri discografici italiani: pur essendo nato e morto in Svizzera, visse e lavorò a Milano. Nel 1948 decise di dedicarsi alla produzione di dischi in proprio, fondando la casa discografica Celson.


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Dopo il primo volume dedicato all’editoria, il viaggio nel “continente ibrido” ItaliAmerica continua con una raccolta di saggi che esplora il mondo dei media e della cultura pop lungo l’arco del Novecento, alla ricerca delle icone che hanno segnato l’immaginario comune. I cinque interventi, firmati da studiosi e docenti universitari, mettono in luce una rete di reciproche suggestioni in cui Italia e America si incontrano e si influenzano, rivoluzionando la prospettiva che rappresenta il Belpaese come colonia culturale statunitense. Gli stretti rapporti e i continui rimandi tra Hollywood e Cinecittà; il ruolo della RAI, di Mike Bongiorno e dei servizi informativi americani nella diffusione dello stile di vita a stelle e strisce; l’innesto del jazz e del rock and roll su un panorama tradizionalmente dominato dalla musica melodica; il percorso del punk, che dagli Stati Uniti arriva in Italia tramite la mediazione inglese; il tentativo di esportare nella patria del calcio uno sport come il baseball: questi i momenti simbolici di un incontro e di uno scambio interculturale i cui effetti sono tuttora visibili.

Nel 1951 inoltre acquistò un’altra etichetta, la Music, mantenendole però in vita separatamente. Per tutti gli anni sessanta e settanta avrà un ruolo di primo piano nel mondo discografico. Walter Gurtler rimase al timone della Saar fino alla fine, nonostante uno stato di salute precario dovuto ad un incidente automobilistico che l’aveva tenuto sospeso tra la vita e la morte per parecchi mesi. URL consultato il 25 luglio 2017.

Roma, Lato Side, 1982, ISBN non esistente. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 29 lug 2018 alle 11:00. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Il fascismo volle infatti presentarsi come “terza via” alternativa a capitalismo e socialismo. Obiettivo finale era la creazione di un nuovo tipo d’uomo, destinato, negli auspici del regime, a guidare l’Italia e Roma a nuovi fasti imperiali. Distintivi da giacca: a sinistra quello del Partito Nazionale Fascista.

Il maschio ideale per il fascismo deve avere un fisico atletico: si incoraggia l’attività sportiva e quella ginnica delle scuole, mediante l’opera propagandistica, la creazione di strutture apposite e cospicui finanziamenti pubblici. Il fascismo esaltava la semplicità e la compostezza rispetto alla frivolezza e al disordine: pertanto l’aspetto fisico del perfetto fascista non deve essere trasandato e il volto deve essere sbarbato. Si incoraggia la sicurezza e la compostezza anche nel modo di porsi, financo in quello di camminare. In un’ottica tradizionalista, mirata soprattutto alla aree rurali del paese, il regime spinse per il recupero delle caratteristiche degli abiti tradizionali delle regioni italiane. Il regime mantiene la già presente divisione tra educazione scolastica maschile e femminile: le classi miste non sono ammesse. Seppure il ruolo sociale della donna sia prettamente domestico, in linea peraltro con l’epoca precedente, tuttavia non mancano donne, specie nel mondo dello spettacolo e del giornalismo, che si impongono in posizioni cui i colleghi maschi non possono ambire.