La filosofia postmoderna PDF

Jump to navigation Jump to search Postmodernismo come termine filosofico fu usato per la prima volta da Jean-François Lyotard nell’opera La Condition postmoderne: rapport sur le savoir pubblicata nel 1979. La filosofia postmoderna PDF notava come gruppi diversi di persone utilizzano lo stesso linguaggio per indicare delle realtà molto diverse e soggettive. Ad esempio il termine “verità” assume significati molto diversi se chi lo usa sia un sacerdote, uno scienziato o un artista.


Författare: Antonio Rimedio.

Abbandonate le fedi di illuminismo, idealismo e marxismo, nella seconda metà del XX secolo si fa strada il “postmoderno”. È l’epoca della Rete, dei mass media, del capitalismo, del pluralismo, del superamento della metafisica e della ricerca di una nuova etica. Dopo l’analisi della nozione di “postmoderno”, l’autore affronta le caratteristiche pregnanti della società in cui viviamo, interrogando pensatori come Lyotard, Vattimo, Habermas, Derrida, Foucault, Quine, Kuhn, Feyerabend, Rorty e Levinas.

Questo comporta che viene a mancare la visione unitaria di un mondo dove invece sono compresenti le più diverse interpretazioni. Il postmodernismo sguazza, si immerge, nelle frammentate e caotiche correnti del cambiamento come se non esistesse che cambiamento”, David Harvey, The Condition of Postmodernity, Oxford, Basil Blackwell, 1989. Accademici e storici per lo più descrivono il postmodernismo come una corrente di pensiero caratterizzantesi per la contrapposizione con il modernismo. Gli aderenti al pensiero postmoderno spesso rintracciano la fonte dei propri ideali in particolari condizioni economiche e sociali, tra cui il cosiddetto “capitalismo maturo” e la crescita di importanza dei media, sostenendo che tali particolari condizioni abbiano segnato l’inizio di un nuovo periodo storico.

I teorici che accettano l’idea della postmodernità come di un distinto periodo ritengono che la società abbia collettivamente rimosso gli ideali del modernismo, sostituendoli con ideali basati sulla reazione alle restrizioni e alle limitazioni di quelli, e per tale ragione sostengono la configurabilità dell’oggi come nuovo periodo storico. I critici del postmodernismo affermano che esso non rappresenta una liberazione, ma piuttosto una resa della creatività, e la sostituzione dell’organizzazione strutturale con il sincretismo e il bricolage. Descrivono i postmodernisti come oscurantisti, confusi, e asserenti in campo scientifico argomentazioni di cui si può dimostrare la falsità. Tale dibattito si colora spesso di forti tinte politiche, atteso che si possono individuare i conservatori come i più feroci critici del postmodernismo.