La programmazione sociale a livello locale. L’organizzazione diffusa per la sicurezza PDF

Javascript non è abilitato su questo browser. Per utilizzare al meglio tutte le funzioni del sito ti consigliamo di abilitare javascript oppure di visitare il sito con un altro browser. La sicurezza dei pazienti e la gestione del rischio clinico sono punti critici per tutti i sistemi la programmazione sociale a livello locale. L’organizzazione diffusa per la sicurezza PDF, impegnati nella definizione delle politiche e delle strategie, e rappresentano elementi centrali sia per la promozione sia per la realizzazione delle politiche di governo clinico nonché della qualità nei servizi sanitari. Al pari di altri sistemi quali le centrali nucleari, l’aviazione, la difesa, anche quello sanitario è un sistema complesso e può essere esposto a rischi correlati alle attività che vi vengono svolte.


Författare: Nicola Negri.

A partire dall’analisi di alcune esperienze realizzate all’interno della Regione Piemonte, il volume propone una riflessione su temi e problematiche della programmazione sociale a livello locale e nazionale, sul modello introdotto dalla più recente legislazione. Obiettivo del libro è delineare i tratti caratterizzanti di un livello di programmazione la cui rilevanza appare costantemente in crescita a seguito dell’evoluzione normativa che segna lo sviluppo delle politiche sociali in Italia.

In ogni organizzazione sanitaria caratterizzata da un alto grado di complessità possono verificarsi errori potenzialmente dannosi per il paziente. Sono state proposte diverse classificazioni dell’errore in sanità, con l’intento di definire e condividere un lessico che consenta di individuare, in modo preciso e inequivocabile, il tipo di insufficienza manifestatasi nel sistema. La maggior parte degli errori viene intercettata e non comporta il verificarsi di un evento avverso, il quale è il frutto della concatenazione di circostanze che portano a superare tutte le difese poste in atto nel sistema. Vanno pertanto progettati specifici modelli di controllo del rischio clinico, con l’obiettivo di prevenire il verificarsi di un errore e, qualora questo accada, contenerne le conseguenze. La gestione del rischio clinico, quale dimensione fondamentale della qualità dell’assistenza sanitaria, è un processo sistematico che comprende sia la dimensione clinica sia quella gestionale e che impiega un insieme di metodi, strumenti e azioni in grado di identificare, analizzare, valutare e trattare i rischi al fine di migliorare la sicurezza dei pazienti. Diversi sono i metodi e gli strumenti per l’analisi dell’errore e la gestione del rischio sviluppati nel corso degli ultimi decenni a livello internazionale, soprattutto nei Paesi anglosassoni quali Gran Bretagna, Stati Uniti, Australia, e introdotti con successo anche in molte realtà ospedaliere italiane.

Sono disponibili molti metodi per l’analisi degli eventi avversi, e ciascuno di essi differisce per scopo, punti di forza e criticità. La scelta del metodo o dei metodi impone di considerare alcuni elementi, tra i quali la necessità di effettuare valutazioni rapide, in quanto le informazioni non devono essere fini a sé stesse, ma devono costituire il necessario preludio per intraprendere iniziative efficaci. Un sistema di segnalazione efficace costituisce una componente essenziale di ogni programma per la sicurezza del paziente. L’obiettivo primario è quello di conoscere e apprendere dalle esperienze e dagli errori. Infatti non è il sistema in sé che può determinare un incremento della sicurezza, ma è il cambiamento a propiziarlo. I Paesi che hanno attivato un sistema di questo tipo sono la Slovenia, la Repubblica Ceca, i Paesi Bassi e anche numerosi Stati degli Stati Uniti, dove è diffusa una prassi in cui vi è l’obbligo di segnalare alcuni eventi gravi. Semplice e facile da usare per promuovere una cultura e un approccio condivisi alla sicurezza del paziente, è uno strumento che consente di creare un ambiente in cui la sicurezza del paziente viene vista come una priorità, in un clima che stimoli la condivisione di informazioni circa le situazioni, effettive o potenziali, di rischio per il paziente.

Il metodo va adattato alle esigenze dell’unità operativa ed è efficace se sono garantite la regolarità e la continuità degli incontri e se vengono date risposte ai problemi che emergono. I vantaggi immediati sono rappresentati da maggiore responsabilizzazione nei comportamenti individuali, maggiore attenzione alla sicurezza dei pazienti, miglioramento del clima lavorativo e del lavoro di squadra. Il personale viene invitato a raccontare situazioni, fattori causali o concomitanti, eventi evitati, problemi potenziali e possibili soluzioni. Le modalità organizzative prevedono incontri fra gli esperti e un piccolo gruppo di personale o singoli operatori, presso le unità operative, della durata di pochi minuti, in cui si cerca di raccogliere le segnalazioni del personale in merito a situazioni di rischio. Coloro che conducono il safety walkround hanno una lista di domande e problemi a cui attingere, per facilitare e stimolare le segnalazioni e sottolineare l’importanza di questo processo.

Si tratta di una metodologia, tipica della ricerca sociale e introdotta da anni anche nella sanità, che serve per identificare tutti gli aspetti di un problema partendo dalle esperienze e dalle percezioni delle persone che con tale problema sono entrate in contatto. Rappresenta uno dei metodi più impiegati per la valutazione della qualità, permette la valutazione di processi ed esiti e può fornire informazioni sull’uso di check-lists, protocolli terapeutici, comunicazione e documentazione. La revisione delle cartelle cliniche può essere utilizzata anche per valutare la prevenzione degli eventi avversi in seguito all’introduzione di nuove pratiche e per monitorare il livello di implementazione delle stesse. Le cartelle cliniche vengono revisionate in base a indicatori specifici per la sicurezza, tra cui la mortalità o altri esiti non desiderati. La selezione delle cartelle cliniche da sottoporre a revisione può essere focalizzata su un tipo specifico di evento e può identificare i punti critici del processo assistenziale.

La revisione di una cartella clinica così orientata può far emergere non solo il verificarsi di un evento avverso, ma anche la correttezza dell’intero processo clinico-assistenziale. Questo metodo ha lo scopo di identificare possibili eventi avversi utilizzando le banche di dati sanitari raccolti secondo i flussi informativi correnti, tra i quali le schede di dimissione ospedaliera, i sistemi di farmacovigilanza e quelli di emovigilanza. Quanto osservato viene successivamente messo a confronto con il processo standard per identificare le eventuali discordanze. Sull’esempio di quanto effettuato da lungo tempo nelle industrie ad alto rischio, anche in sanità sono state applicate tecniche per l’analisi degli incidenti e degli eventi avversi, in quanto ciò costituisce la base per apprendere e prevenire. Tra gli strumenti sopraindicati, i programmi di gestione del rischio clinico utilizzano più frequentemente alcune tipologie per l’analisi del rischio e degli eventi avversi, secondo due possibili approcci, uno di tipo reattivo, a seguito del verificarsi di un evento, e uno di tipo proattivo, analizzando i processi per evidenziare i rischi prima del verificarsi di un evento avverso. Dopo l’applicazione del metodo di analisi, vennero introdotte rigorose procedure sanitarie standard e meticolose indagini statistiche. Innanzi tutto, la scelta del tema è di fondamentale importanza e può riguardare la valutazione di trattamenti, di servizi e di politiche sanitarie e relativi cambiamenti introdotti nelle organizzazioni.