La riforma dei reati tributari PDF

Questa voce o sezione sull’argomento diritto tributario non è ancora formattata secondo gli standard. Il contenzioso tributario è un procedimento giurisdizionale che ha ad oggetto le controversie di natura tributaria tra il contribuente e l’la riforma dei reati tributari PDF finanziaria. Oggetto del processo sono gli atti amministrativi dell’amministrazione finanziaria, impugnati dal contribuente. La competenza spetta alla commissione tributaria.


Författare: Andrea Perini.

Le modifiche al d.lgs.74/2000: la dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, la dichiarazione infedele, i reati di omessa dichiarazione. La confisca del profitto. Le cause di non punibilità e le circostanze. L’irrilevanza penale delle condotte di abuso del diritto ed elusione fiscale.

Il contenzioso tributario può instaurarsi solo a seguito dell’impugnazione di uno degli atti tassativamente prescritti dall’articolo 19 del decreto legislativo n. Ai sensi dell’articolo 2, commi 1 e 2, del decreto legislativo n. Il comma 3 dell’articolo 19 prevede che gli atti diversi da quelli indicati non sono impugnabili autonomamente. Ognuno degli atti autonomamente impugnabili può essere impugnato solo per vizi propri. Per vizi propri s’intendono i vizi concernenti l’atto impugnato. Infine, per proporre ricorso contro un atto non autonomamente impugnabile, il contribuente dovrà attendere che l’Amministrazione finanziaria inoltri uno degli atti impugnabili ai sensi dell’articolo 19, comma 1, e proporre ricorso contro entrambi. 2011, l’avviso di accertamento diviene titolo esecutivo al pari della cartella esattoriale.

Stante questa nuova disciplina, la cartella esattoriale non è più un atto obbligatorio per la riscossione del credito, l’amministrazione potrebbe limitarsi alla sola notifica dell’avviso di accertamento. Per la cartella esattoriale, vige la precedente disciplina, che prevede il termine perentorio di 60 giorni dalla notifica dell’atto, perché il contribuente possa proporre ricorso. Per l’avviso di accertamento, il termine è di 90 giorni. Scaduto il termine, l’atto è trasmesso al concessionario per la riscossione coattiva. 60 giorni è un presupposto per proporre ricorso, incompatibile con la presunzione d’innocenza. In secondo luogo, caso unico nell’ordinamento, la legislazione introduce un termine di prescrizione alla durata dei ricorsi che si pone a svantaggio della difesa, in quanto si preclude al contribuente la sospensione delle azioni esecutive qualora il giudice tributario non si pronunci entro 180 giorni dalla presentazione dell’istanza.

Il termine di 60 giorni per le cartelle esattoriali è improprio, in quanto la disciplina di tale ricorso, è ripresa da quella della citazione nel processo civile. Il ricorso va dunque preventivamente notificato all’ufficio che ha emesso l’atto, entro il sessantesimo giorno dalla notifica dell’atto stesso, a pena di decadenza. La legge prevede che l’atto, in quanto provvedimento amministrativo debba essere motivato. Il presidente della commissione, dopo la costituzione del ricorrente con il deposito del ricorso, assegna il fascicolo ad una sezione. Il presidente di sezione, scaduti i termini per la costituzione delle parti, esamina in via preliminare il ricorso.

Salvo il caso sopra indicato, il presidente nomina il relatore e fissa l’udienza di trattazione della causa. Dalla data della comunicazione da parte della segreteria alle parti costituite devono trascorrere 30 giorni liberi prima dell’udienza. Il processo è informato al cosiddetto principio dispositivo ovvero le parti devono indicare nei loro atti di causa le prove di cui intendono avvalersi per supportare le proprie ragioni. Tuttavia in casi eccezionali, le commissioni possono esercitare i poteri concessi agli uffici dalle singole leggi d’imposta per acquisire dati e notizie. Particolarmente controversa e non completamente risolta è la questione circa la natura del procedimento e il conseguente contenuto della sentenza. Al giudizio di appello si applicano, in quanto compatibili, le stesse disposizioni previste in primo grado.