Lo sguardo oscillante. Oltre l’occhio fotografico PDF

Vallanzasca – Gli angeli del male è un film del 2010 diretto da Michele Placido, basato sulla vita del criminale milanese Renato Vallanzasca. La sceneggiatura, scritta da Placido insieme a Kim Rossi Stuart e altri collaboratori, lo sguardo oscillante. Oltre l’occhio fotografico PDF ispirata al libro autobiografico Il fiore del male.


Författare: Luciano Eletti.

Un vademecum, più che un saggio di estetica, per chi non teme che il mondo si stacchi dall’immagine abituale. Introducendo l’attitudine filosofica in mondi eterogenei, l’autore si interroga sul ‘vedere’ indagandolo da un particolare luogo di osservazione dove non è considerata oziosa la domanda che attraversa i temi toccati “che cosa vediamo quando vediamo?”. L’itinerario si snoda in cinque tappe apparentemente incongrue che conducono alla tesi dello sguardo oscillante, quello dell’occhio capace di stupore: il vedere vuoto nel teatro, l’installazione artistica in una moderna fabbrica, l’occhio fotografico vincolato alla storia della metafisica, la vetrata gotica come espressione di un vedere privo di oggetto, Rembrandt pittore del gesto col quale la persona oscilla.

Bandito a Milano scritto da Vallanzasca stesso con l’aiuto del giornalista Carlo Bonini. Carcere di massima sicurezza di Ariano Irpino, reparto di isolamento: Renato Vallanzasca è un uomo di 31 anni, molti dei quali passati a delinquere. Milano, quartiere Giambellino: Renato è un giovane ma già ricco criminale che, assieme agli amici, passa le serate nei locali della città tra lusso e donne. Una sera, mentre è in compagnia dei compari, Enzo, Nunzio e Rosario, conosce Consuelo, un’avvenente ragazza calabrese con la quale scatta immediatamente una certa complicità. Poche ore dopo, mentre Renato è in compagnia di Consuelo, gli uomini della Polizia fanno irruzione nella stanza in cui si trovano i due, arrestando Vallanzasca per la rapina al furgone portavalori. Dopo essere stato trasferito dal carcere di San Vittore di Milano a quello di Bari, Renato riceve la visita di Consuelo, scoprendo che la compagna aspetta un figlio da lui.

Carcere di San Vittore: Vallanzasca è detenuto in prigione da 3 anni e mezzo. Consuelo ed il figlio vanno regolarmente a fargli visita, ma Renato nota qualcosa di strano nella compagna, che infatti gli rivela di aver conosciuto un altro uomo, un imprenditore con cui lei ed il figlio possono condurre una vita normale. Renato accoltellandolo alla schiena, uccidendo Spaghettino. Vallanzasca ed Enzo chiedono, tramite Antonella, un incontro con Turatello per chiarire la situazione, ma quest’ultimo snobba i due, scatenando la reazione di Renato, che decide di rapinare una delle bische del boss.

Renato ed i suoi decidono che è meglio far calmare le acque e si rifugiano ad Andria, dove, tuttavia, la banda continua i suoi affari criminali, rapinando l’ennesima banca. Sorgono, però, altre grane per Vallanzasca: durante il colpo, infatti, Enzo, fuori controllo a causa della droga assunta, uccide uno dei cassieri. Renato, infatti, ha già in mente un altro colpo: intende rapinare l’esattoria civica di piazza Vetra, in pieno centro. Così, fingendosi un ispettore e modificando il suo aspetto, entra nell’edificio per studiare la disposizione della Polizia e la posizione dei soldi, in vista della futura operazione. La banda della Comasina non si ferma alle rapine, iniziando ad eseguire numerosi sequestri di persona. Gli ultimi colpi garantiscono una stabile ricchezza per molti membri del gruppo, che pensano seriamente di smettere con la criminalità per cominciare una nuova vita lontano dall’Italia.

Renato riesce a convincere tutti a compiere un ulteriore sequestro, ai danni di un noto imprenditore bergamasco: Beppe, tuttavia, dichiara a Vallanzasca che questa sarà la sua ultima operazione. Vallanzasca è stato trasferito nel carcere di Novara, per poter partecipare agli altri processi che lo riguardano. La banda di Renato è in grave difficoltà, soprattutto a causa dei pentiti che, con le loro dichiarazioni, complicano le posizioni degli imputati. Vallanzasca vuole vendicarsi in particolar modo nei suoi confronti. Vallanzasca e gli autori della sommossa vengono trasferiti nel carcere di massima sicurezza di Ariano Irpino. Qui Renato apprende casualmente da un detenuto che Francis Turatello è stato assassinato nel carcere Badu ‘e Carros di Nuoro, durante l’ora d’aria. Antonella, che va a trovare Renato in carcere, a spiegargli i particolari dell’esecuzione del boss.

Appennino Ligure: Vallanzasca dev’essere tradotto in una nuova prigione e parte del viaggio che lo condurrà alla nuova destinazione sarà eseguito in nave. Dopo qualche ora passata a casa dei genitori, Renato cerca di contattare Antonella. Alla fine del film, compaiono le seguenti frasi: “Vallanzasca ha passato molti dei successivi vent’anni di carcere in regime di massima sicurezza e in isolamento diurno. La sua condanna cumulativa è di quattro ergastoli e duecentonovanta anni di pena.

Nel 2005 ottiene il permesso e sposa Antonella. Negli anni ’70, in Francia fu avanzata la proposta di un film sulle gesta di Renato Vallanzasca, con Alain Delon indicato a interpretarlo. Rai e Mediaset hanno paura che trasformi Vallanzasca in un eroe romantico, ma io non sono qui a fare il giudice, è una storia talmente bella. Oppure mi rispondono: a chi vuoi che interessi? Io dico che una fiction di 5 anni fa non la ricordi, un film di 20 anni fa, sì. Non posso fare il corsaro, senza l’aiuto della televisione non hai nemmeno garanzie che nelle sale esca in modo sensato, rischia di passare inosservato.

Nel tentativo di trovare una casa cinematografica interessata al film, Bonivento contattò gli studi Rai e Mediaset, i quali, però, risposero negativamente all’offerta. Bonivento pensò ad un nome noto come Sean Penn per interpretare Vallanzasca, citando Claudio Amendola per Francis Turatello e Charlotte Gainsbourg per Giuliana. Il film ero disposto a produrlo, a dirigerlo. Poi, proprio quando stavo abbandonando il progetto, ho raggiunto l’accordo con una delle tre case di distribuzione più importanti del nostro paese. Già da ragazzo ero rimasto colpito dalle vicende di questo mio coetaneo.

Poi leggendo il libro di Carlo Bonini, Renato Vallanzasca, Banditi a Milano, mi sono ancora più interessato alla vicenda, alla storia personale del Bel Renè. A due anni di distanza dall’annuncio, che non ha avuto seguito nei fatti, Marco Risi venne incaricato di girare un film su Vallanzasca, come sostituto di Bonivento, prodotto da Elide Melli e con Scamarcio nuovamente confermato per la parte di Vallanzasca. Non sarà il film di Vallanzasca, sarà un film su Vallanzasca. Noi attingiamo in primo luogo a lui, visto che ci può raccontare le cose in diretta. Il taglio non è né innocentista né colpevolista.