Prostituzione migrante e donne trafficate PDF

La tratta di esseri umani o tratta di persone è l’attività criminale che comprende la cattura, il sequestro o il reclutamento, nonché il trasporto, il trasferimento, l’alloggio o l’accoglienza di una o più persone, prostituzione migrante e donne trafficate PDF mezzi illeciti e ai fini dello sfruttamento delle stesse. A differenza del traffico di migranti, la tratta di persone avviene senza il consenso degli individui oggetto della stessa ed è finalizzata non al trasporto in un altro Stato, ma bensì al loro sfruttamento. In Italia la tratta di persone è un delitto contro la personalità individuale punito ai sensi dell’articolo 601 del codice penale.


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Il fenomeno del traffico di donne da destinare coercitivamente alla prostituzione è andato via via sviluppandosi – soprattutto nell’ultimo decennio – insieme a quello della prostituzione migrante, ossia quella formata da flussi di donne adulte (e di transessuali) che tendono a spostarsi da un paese all’altro per lavorare nel mercato del sesso con margini di autonomia e di capacità decisionale piuttosto elevati. Entrambi i fenomeni si sono variamente sviluppati a fianco di quello numericamente più consistente, caratterizzato cioè dai migranti che arrivano alla ricerca di una occupazione dignitosa nel nostro paese e che oltrepassano i confini nazionali sovente in maniera non autorizzata. Questi tre fenomeni, dunque, nella loro specificità, rappresentano universi differenziati e appaiono piuttosto distanti l’uno dall’altro. Negli ultimi due – seppur con contraddizioni (a volte laceranti, come nel caso delle prostitute migranti) – è presente un progetto migratorio approntato con il concorso dei diretti interessati. Mentre nel caso del traffico a scopo di sfruttamento sessuale non esiste nessun progetto e nessun concorso a produrlo; si tratta infatti di rapporti violenti, unilaterali, assoggettanti e finalizzati allo sfruttamento più brutale gestiti da organizzazioni criminali con capacità operativa a livello transnazionale. La ricerca, focalizzando l’attenzione su tre diversi gruppi nazionali di donne che esercitano la prostituzione, mette in evidenza i diversi sistemi di reclutamento, di trasferimento da un paese all’altro, di sfruttamento sessuale e di contrasto attivate nei diversi paesi esaminati.

La schiavitù può essere fatta risalire al momento in cui gli esseri umani hanno stabilito qualche forma primitiva di società. Una prima base fu stabilita sulla costa nei primi mesi del 1448, dalla quale un iniziale nucleo di indigeni fu trasferito in Portogallo. Nel 1562 si aggregò l’Inghilterra con rotte verso i Caraibi. Si stima che circa 8-10 milioni di persone furono costrette ad attraversare l’Atlantico dirette in America. L’economia di molte città quali Nantes, Bristol e più tardi Liverpool, sopravvissero grazie alla schiavitù e gli affari furono trattati come parte del più ampio interesse nazionale. Nel XIX secolo molte nazioni, che riuscirono a conquistare l’indipendenza in America, abolirono la schiavitù. Nel 1948 in seguito alla Dichiarazione universale dei diritti umani, la schiavitù così come la tratta di esseri umani, furono banditi in tutto il mondo.

L’idea di un definitivo affrancamento da qualsiasi forma di schiavitù, tuttavia, abbisogna ancora di molti sforzi prima di essere raggiunta. Leggi emanate nei primi anni del 2000 in Francia, così come negli Stati Uniti, confermano l’orientamento del legislatore nel contrastare le diverse forme di schiavitù contemporanee. Inter-Agency Task Force to Monitor and Combat Trafficking che, a decorrere dal 2002, pubblicasse annualmente una lista di Stati che non rispettano degli standard minimi nella lotta alla tratta di esseri umani, con prevedibili conseguenze politico-diplomatiche. Successivamente furono approvate – previe interessanti relazioni parlamentari sul fenomeno, come il Rapporto all’Assemblea Nazionale francese della missione di informazione comune sulle diverse forme di schiavitù moderna – nuove disposizioni che si arricchivano di alcuni dei contributi scientifici più recenti.

Da ciò prese le mosse l’iter legislativo con cui l’Italia, novellando l’art. Mentre, infatti, il traffico di migranti si può configurare come un reato contro lo Stato e spesso implica un interesse reciproco del trafficante e della vittima, la tratta degli esseri umani configura un reato contro la persona e presuppone come obiettivo lo sfruttamento della risorsa umana. Le vittime di tratta di esseri umani non sono libere di muoversi prima di giungere a destinazione ma rimangono rinchiuse nel mezzo di trasporto contro la propria volontà e costrette a lavorare o comunque a provvedere ai bisogni dei trafficanti sia di natura economica che sessuale. Si riferisce ad un insieme di situazioni nelle quali le vittime sono costrette a compiere qualche prestazione lavorativa contro la propria volontà, sotto la minaccia della violenza o di qualche altra forma di punizione, la loro libertà è limitata così come la propria discrezionalità. Gli uomini sono più a rischio nei casi di lavori sub-qualificati, che globalmente generano circa 31 miliardi di dollari. Individui, circostanze e situazioni vulnerabili che includono persone senza fissa dimora, minori abbandonati, nomadi, rifugiati e tossicodipendenti. La tratta a sfondo sessuale coinvolge agenti collocati a livello internazionale che fungono da intermediari tra clienti e prostitute da un paese all’altro.